Poesia VINCITRICE : 1° CLASSIFICATA
ROSA SPERA
PRESENZA/ASSENZA
( A un fiore mai sbocciato )
Tu non verrai,
non schiuderai un varco al guscio acerbo
per innalzarti a germoglio di vita
ramificandoti ai frutti del domani.
Aleggerai impalpabile tra terra e cielo
in dimensioni circoscritte da confini
invalicabili al mio petto
trafitto da un tormento che non ha voce.
No, tu non verrai,
è inafferrabile quel volo di rondine
ingabbiato in negazioni che implodono
nel tuo essere fulcro di presenza assenza.
Resterai nel tempo fruscio sommesso,
alito negato a carne e sangue
in cerca di una sponda che sia fonte
di un raggio d'alba, di un respiro nuovo.
Tu non verrai,
già sale in faccia al cielo un'altra luna
e più ti attardi, bagliore d'innocenza,
spegnendo giorni che non hanno volto.
Non verrai,
ma ti coltiverò essenza implume
alimentata da ossigeno di vento;
sarai presenza che alimenta il giunco,
l'impronta ormai indelebile di un sole 12
che brucia di un amore legato all'anima.
IL RESPIRO DELLA TERRA
Scalfisce i costoni della notte
il respiro arcaico della terra
espandendosi tra ombre dilatate
orfane di voci.
Ha spezzato le ali del giorno
l'onda nera arenata su rive d'enigma
dove orme di passi dissonanti
hanno intrecciato linee di destini.
E tu respiri, terra,
offrendo al buio ferite inferte
da venti perversi
che consumano il tuo cuore di roccia.
Racconta il tuo respiro
il pianto antico delle madri
i volti scuri scavati dalla fame
le labbra rotte dall'arsura.
Si fa lamento il tuo respiro
rammentando la dignità perduta
la fede smarrita
i rombi di fuoco che mietono vite
su lembi violentati.
Racconti, terra,
l'indicibile pietà del tuo dolore,
mentre adagio il lamento s'incarna
nei colori dell'alba
e il tuo sangue nuovamente
si tinge di vita
rigenerandosi nel sole per non morire.
IL VENTO HA SANGUE DI MEMORIE
Mi scuote
un vento in delirio di rose scarlatte
macchiando di rosso i pensieri
nell'ora che ascende in labirinti notturni.
M'incide la pelle
innestando nell'anima fragranze riposte
che tornano da empiriche sponde
come onde mirate a svegliare ogni oblio.
E mi scorri dentro, padre,
come fiume di sangue generato alla foce
della stessa radice
che rinfiora tenerezze e memorie
poste a dimora nel grembo della luce.
Mi scorri dentro
dilatando vene di un autunno che
indugia
in secche d'arsura
dove i battiti anelano barbagli di luna
per commutarsi ancora in enfasi di vita.
Mi pervadi
riportandomi l'urlo di una fiaba squarciata
e l'ebbrezza di terre in rigoglio
che germogliavano spighe al sole dei tuoi passi
protesi a stagioni falciate dalle roncole.
Tu mi nutri d'amore
e come soffio trascendente mi scorri dentro
strappando gramigne ad un sentire estremo
che offusca gli occhi
e brucia stoppie di giorni ignari di dimenticanza.
MOTIVAZIONE espressa dalla Giuria per la poesia vincitrice
La forte tensione emotiva, stemperata dal pensiero, sfocia
in immagini delicate e commoventi e viene compiutamente
comunicata dai versi tradizionali (endecasillabi, alessandrini,
quinari, settenari e viceversa), moderni nella forma, nel
ritmo e nella sonorità.
CURRICULUM