NOVELLA TORREGIANI

UN MONDO FANTASTICO

Sito personale di Novella     http://littlegallery.jimdo.com/

PROFILO BIOGRAFICO: Amo pensare, amo comunicare tramite  versi, amo il prossimo. Restìa ad aprirmi all'inizio,ho poi conosciuto la grazia ed il disagio dello scrivere.Sono stata insegnante elementare; adesso sono in pensione e l'Arte sotto ogni forma,riempie il mio tempo. Per meglio condividere questa attività, tramite l'Associazione no -profit "LEOPARDIANCommunityCORO A PIU' VOCI" che presiedo e coadivata da cari ed attivi Artisti, ho modo di organizzare recitals, concorsi, mostre di pittura e di fotografia. Ho pubblicato alcuni volumetti di poesia in lingua ed nel  dialetto del mio paese di nascita, Porto Recanati ed ho anche conseguito diversi riconoscimenti e premi.

POESIE A TEMA SOCIALE IN ANTOLOGIA 1986-2010

NOVELLA TORREGIANI

 

CANTA UOMO   canto per  la mia generazione

 

 

 

         Canta uomo

         finché alito empie la voce:

         dal cuore all'azzurro

         elèva il tuo poema.

         Canta il pensiero che supera l'immenso

         prima che giunga

         silenzio.

 

 

 

PER CHERNOBYL

 

 

E' ancora maggio:1° maggio 1986

Ancora ogni fiore è vivo

nel sole già cocente

ancora ogni vivente

ogni più infima bestiola

apre gli occhi alla vita

alle sue meraviglie

ancora ogni umano essere

esulta ed ogni sua fibra   gioisce:

ancora   dopo millenni   è maggio

 

Ancora è maggio nel cuore dell'uomo

per consapevolezza di libertà conquistate

per gioia vittoriosa di laborioso divenire

nel trionfo di cortei

rosso di bandiere

papaveri vermigli vivi nel vento

simboli di lotte eroiche

per i figli condotte e per se stessi

per vivere in dignità d'uomini.

 

Primo maggio 1986

Cosa c'è oggi in quest'aria limpida

in questo brillante verde

su questi fiori                                    

 

 

sulla testa dei bimbi?                          

Cosa c'è oggi che pur se l'aria è chiara

e il sole invade ogni più recondito anfratto

pur se ignari fiori si aprono

e capretti da poco nati saltano innocenti

e pulcini e gialle oche e minuscoli gatti

e madri allattanti stanche amorosamente

e bimbi addormentati all'aperto gioiscono vivi

pure qualcosa     incombe tremendo su tutto:

minuscole morti atomiche   filtrano

e con raggi solari accompagnate

subdole   ricoprono ogni cosa

             invisibilmente.

Quanto remoto sembrava l'evento   orribile.

Ora è compiuto:la natura violata

su chi oltraggio compì e sui figli

si riversa   nemica.

L'innocente creatura e la rea

insieme soccomberanno.

 

Il palmo delle mani raccoglie

oceano di lacrime.

 

( 1986 )

         CHERNOBYL ( II VERSIONE)

 

 

 

         Primo maggio

         millenovecentottantasei.

         Rosse bandiere

         -papaveri vermigli

         vivi nel vento-

         ondeggiano

         pregne d'atomiche morti

         irridono chi lotte condusse

         per vivere

         in dignità d'uomini:

         realtà

         duro   trasparente cristallo.          

 

 

 

           ROSSO   TRAMONTO

 

 

 

           Rossa alba d'oriente

           rosse bandiere

           rosse speranze.

           Una sola voce:

           Madre Cina.

           Rosso deflagrare:

           orrore     silenzio.

           Rossi brandelli

           rosso sangue

           rossa gioventù

          rossa chimera.

                     Il passato cieco impera.

           Piazza Tienanmen

           rosso sepolcro.

                     Rosso tramonto.

 

 

 

 

      

 

MADRE CINA                                    

 

Madre Cina

volto di carro armato

oserai annullare

         tuo figlio?

Madre Cina

non fingere di passare

       sul mio corpo!

No,madre Cina

non lo farai:

sono come roccia

  

.....Come sei grande

madre Cina

come pesa il tuo enorme

         corpo di ferro!

 

 

GRAZIE   MADRE CINA:

sono lieve piuma ORA

sono nel mondo dove i giovani

non hanno paura di andare

dove si può conquistare

la cometa LIBERTA':

ciò che tu     madre

non hai voluto darmi

se non con la   MORTE-     (1989)    

 

                                                      

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DEI DEL DUEMILA

 

 

 

Splende

smeraldo

la gemma dello stadio.

Cornice d'uomini

vibra

urla

per osannati eroi.

Boato

-simbolo d'anime-

sconvolge il cielo

nel profondo.

Si tinge di rosso

la gemma:

olocausto

a dei del Duemila.

 

 

IL GRIDO

 

         Nel tormento i notti

         lunghe insonni

         cumuli d'ossa

         turbano la mente:

         non placa l'atroce visione

         la dolce pietà che li avvolge.

         Un grido erompe   possente

         dal globo umano

         che dentro sconvolge:

         destano orrore

         occhi sbarrati

         a ricordare ancora.

         Dalle orbite vuote

         esalano pianti

         dagli oscuri denti

         urlano voci:

         chiedono giustizia.

                         Umanità d'Abramo

         sempre in lotta

         segui il destino

         dell'umana storia:

         l'implacabile Dio

         su te infierisce.

         Tu hai imparato

           a rendere altrettanto

                  Uomo:belva di sempre

                      

 

         SULL'ESILE PUNTA

 

 

 

         Rose cadenti all'alba

         nel pozzo di nero velluto

         perdono petali.

         Pioggia di neve

         nel baratro si perde

         occhi di ghiaccio

         guardano fissi

         scolpiti sorrisi

         dileguano nel vuoto

         -scie vaganti nel nulla.-

         Un raggio

         lacrima di sole

         si riflette   rosso

         sull'esile punta di un ago.

 

 

 

10

                         SOGNI

 

Ho sognato un sogno bianco:

ecco,la pena mia svanisce...

ma poi veloce ritorna

che il bianco sogno

perde il suo colore.

 

Ho sognato un sogno rosa:

tu gioia porterai all'anima

anelante chiari desideri.

O sogno rosa

non ti sfaldare

in briciole di grigio:

tristi briciole

seppellite il mio sogno.

 

Sogno rosso

ecco tu arrivi:

tu,lo sento,

ravvivi la speranza

dai senso alla mia vita...

O sogno vermiglio

ti prego non svanire.

 

Triste destino: anche tu

come gli altri svanito...

O sogno del desiderio

che colore avrai ancora...

 

Vuole sogni il mio cuore

lungo l'arco del mistero:

quanto tempo                                  

dovrò sognare ancora...                

 

Una scintilla di voi

serro tra le mani.

E ancora scintille

piccole scintille

rapirò all'ignoto:

-tenui speranze-

per un mondo

di uomini

nuovi.

 

 

                                 (1998)

 

 

         AMAZZONIA                                        

    

Scendono madri

con i figli in braccio

incontro al fiume

purificatore

nella verde penombra

amazzonica.

Sorridono

ridono

saltano i bambini.

Vergini fanciulle

s'allenano

ad essere madri

guidando gl'infanti

sorvegliando i neonati.

 

                     Uomini come statue

                     lanciano esperti

                     frecce micidiali

                     negli spazi d'azzurro

                     ringraziando la vittima

                     -alimento di vita-.

                     Parti di un tutto

                     mirabile amalgama

                     d'un incorrotto

                     mondo primitivo.

Amazzonia

paradiso cancellato

dal progresso

del duemila.           (1988)

 

 

                      

  

 

 

 

MARTIRI DEL LAVORO

Sono morto per te

figlio mio

che ogni giorno

apri gli occhi alla vita

e vuoi crescere accanto a

tuo padre.

Sono morto per te

sposa mia

che in amore

hai scaldato i miei giorni

e gioivi vedendomi bello,

dignitoso in abito nuovo.

Sono morto per voi genitori

a me ogni ora presenti

conoscendo quotidiana

fatica

e riscatto di vita.

 

Sono morto per voi

miei datori di vita e di

morte

perché i vostri profitti

non abbiano fine

perché le dorate dimore

accolgano i vostri banchetti

perché i vostri lunghi soggiorni

alle isole d'oro

sian per voi paradiso

pagato da me

con lacrime e sangue.

 

 

 

 

DILEMMA  

 

Bianco quaderno

           perno di penna

impennata a idea

ideata     serena

rena di mare.

Navigare su bianco foglio     violato

             vergato

in bella scrittura

con senso-dissenso

e pioggia di lettere

               mute

cadute per caso

da punta di biro

   guidata

da mente impazzita

di vita

segreta / moneta

ancorché rifiutata/

amata dal segno

impegno ingegno

di chiara memoria

       di storia

ormai navigata   : ABIURATA.

Di gruppi sociali

perversi     avversi:

ma siamo diversi?

Ma siamo fratelli

     oppure orpelli

da governare     sfruttare

         buttare?

Dilemma insoluto     evoluto

       involuto     VOLUTO

 

 

  

 

TREMO

 

 

Per quella siepe

-barriera alle coscienze-

tremo

se occhi nuovi

pensieri non scrutano

umani

e baratri perseguono

di atavici abomìnii

in ere nuove.

 

 

 

Dipinto di Vittoriana Benini di Mordano (Bologna)

Sono Novella Torregiani .... per caso, mi dicono poetessa .... sono nata e abito in Porto Recanati, in quel di Macerata o ... Ancona, nelle bellissime Marche .... amo l'arte in ogni sua espressione .... sono serena e amo la gente .... il mondo .... il creato .... e l'eventuale Creatore .... Vi voglio bene

e vi faccio conoscere le mie poesie, prima di tutto quelle dedicate agli amici pittori.


Dal mio primo volume di poesie " Così per caso "
ed. GEV. Venezia
1° classificato al "Pisaurum d'oro" nel 1991

 

L'ECO RITORNA

 

 

Odi perpetuo

il ritornar del grillo

su prati scapigliati

e l'innocenza chiara

della luna

vedi tra nubi andare

inerme

nella quiete irreale

della notte.

L'eco ritorna di tempi

di onde

di piogge lontane

ricorrenti

e pure noi stanchi di anni

andare

là dove una parentesi

conclude

insieme a innumeri

ed altre si aprono

frementi

quando

odi perpetuo

il ritornar del grillo

su prati scapigliati.

 

 

     LEOPARDIANA

 

Luna sull'infinito:

conierò per te

simboli nuovi

e chiederò alle ombre

-che il mistero rendono

sublime-

perchè sulle cime

esigue dei cipressi

e su tetti e su valli

e sulle

macchie scure

delle chiome

questa luna

-tale per tutti i cieli-

qui è sua presenza.

Anima velata si cela e timida falce

o vistosamente solitaria

parla di te

vate amico

amore.

Lo sguardo è lassù

ove splendore

l'anima rapisce

il mio

il suo allora

denso d'infinito.

Il tempo ogni cosa

dissolve

e spazio lo stesso

che a lui fu primo asilo

ci unisce

sul volto sempre nuovo

della luna.

 

 

 

 

 

ELEGIA VERDE

 

E tu

mitico dio delle foreste

ripercorrevi

quel sentiero antico:

precipitava il cielo

tra le foglie

e i dolci frutti

erano già maturi.

Mano soave

sfiorava la mia pelle:

tra fiori ed erbe

si precipitava

là dove calpestati fili

anelavano ancora

ergersi nella luce.

Vita esplodeva

e dentro e fuori noi

illusi che quel sogno

fosse eterno.

Ci si smarriva

tra spazio verde e tempo:

il sole basso

tramontava

ancora.

 

 

 

 

 

 

DILAGA IL CIELO

Questi deliri di marine azzurre
d'ascese infinite in perduti orizzonti
è dilagare di cielo.
Forma dai a illusioni d'anima
in soavità di colore:
nel chiuso di una stanza allora
sommerge d'oro e di turchino
il mare.


Dedicata a Lina Bartolini artista di Porto Recanati

ULTIMO FIORE

Dischiude la terra intorno
braccia di carbone:
amaro sortilegio
-ombra infernale-
la terra-nido è arido deserto.
Stremati i miseri amanti:
nella buia landa
le porge il fiore di speranza
inutilmente.
S'innalza giammai rassegnato
il giovine amante
al cielo di catrame
grida maledizioni.
Spegne amore anelito vitale:
muore l'ultimo rosso fiore.

Dedicata a Rodolfo Gentili da Macerata - spirito ecologista -

 

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1991-Insieme a Lina (a sx) a Iesi per una sua mostra 1991-Insieme a Lina (a sx) a Iesi per una sua mostra

"COSI' PER CASO" POESIE DI NOVELLA TORREGIANI -PRESENTAZIONE

6 marzo 1991 . Kursaal Lido-Porto Recanati- Presentazione dell'opera prima di Novella Torregiani "Così per caso" Sono presenti  il relatore Maestro Marino Scalabroni, il Sindaco Giampaoli.l'Assessore Bacynski e l'Editore Bianca Buono di Venezia . 6 marzo 1991 . Kursaal Lido-Porto Recanati- Presentazione dell'opera prima di Novella Torregiani "Così per caso" Sono presenti il relatore Maestro Marino Scalabroni, il Sindaco Giampaoli.l'Assessore Bacynski e l'Editore Bianca Buono di Venezia .

ROSE BIANCHE

Effuse d'innocenza
rose bianche
emergono
e caleidoscopi
di marine
boschi
fiori
dalle tue mani
di primavera
botticelliana.

Dedicata a Velia Simoncini artista di Porto Recanati

Poesia definita "perfetta" per concisione ,essenzialità ed incisività dal poeta e critico letterario Giorgio BARBERI SQUAROTTI

GIRASOLI

Visi di luce
ora chini al suolo:
spenti dischi di terra.
Irride eterno il sole
effimero sogno di gloria.
Cadono semi
-gocce di speranza -
sulla zolla
complice : dischiude
nuove illusioni.

COME PIUMA

Consola l'idea
o sgomenta
ancora più che il nulla.
Lenisce speranza
dolor'infiniti
e quotidiani orrori.

Meglio sarebbe
guardare il mare
nella luce di perla
e l'iridato cielo
tra nubi di tempesta
passeggere o fosche. Poi
lasciarsi
come piuma nel vento.

 

 GRATTACIELI D'AMORE

Non voglio intorno a me
canti di paglia
parole morte
come conchiglie gettate dal mare.
Voglio parole come grano maturo
canti densi di verità
semplici come voci di bimbi:
voglio
grattacieli d'amore.

              

 

                  " ... gocce d'incantata poesia"
Da recensione del Prof. Antonio Ramini di Jesi (Ancona)

 

Poesie tratte da "Così per caso " 1991- Ed. GEV .Venezia

MIX DI ARTICOLI  COMPARSI SU DIVERSI QUOTIDIANI

RIGUARDANTI LE OPERE DI NOVELLA TORREGIANI

 

Magm'ARTIS Il magma dell'arte

 LINK   DI     MAGM'ARTIS   PER RIVEDERE OGNI TANTO

I MIO "CAPOLAVORO

http://www.facebook.com/album.php?aid=-3&id=1512475143&saved#!/video/video.php?v=1521315602153&comments    VIDEO STUPENDO PER

OPERA DI ALESSIO PATTI

 

 

Biografia-opere-critica -sintesi di poesia

Cliccando suL TITOLO DEL POEMETTO,  si può entrare nel sito "CORO A PIU' VOCI"  

NOVELLA  TORREGIANI-Biografia,opere,critica.

 

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 E' nata a Porto Recanati (MC)  dove vive e risiede.Insegnante di ruolo in pensione,scrive in lingua italiana ed  in dialetto, dal 1988.

Ha fondato e presiede l'associazione culturale di Porto Recanati

“Coro a più voci”. (www.arteportorecanati.tk) che  è presente  soltanto da tre anni come associazione regolarmente iscritta nel

Comune di Porto Recanati,ma che opera a livello culturale da ben un decennio,con recitals, mostre, piccoli concerti ,concorsi letterari poiché  tale     associazione,   ha sempre   perseguito la finalirà d'incentivare ogni forma d'arte,coinvolgendo numerosi artisti ,per una vera collaborazione artistica e sociale che,oltre a dar   voce    a    chi,    per  diversi   motivi , non avrebbe potuto farlo,possa anche funzionare come  aggregante  ,   finalizzato ad una maggior conoscenza e scambio a livello umano e sociale .

Ha collaborato ad organizzare i premi letterari “Città di Porto Recanati” e “Poesia -Estate”.

 

       OPERE  EDITE

 

  1)Ha pubblicato   il   primo volume di poesie dal titolo”Così per caso”   nel 1991; tra gli altri  riconoscimenti,  il volume ha ricevuto il 1° PREMIO ASSOLUTO  al concorso internazionale”Pisaurum d'oro”(1993) dall'Accademia “Fanum Fortunae” di Fano ,dalla quale è stata nominata “Accademico Honoris causa”.

 

  2)Il secondo volume, pubblicato nel 1999, è “Eccheme cchi” e comprende poesie haiku in dialetto portorecanatese; anche questo volume è 1° CLASSIFICATO  al concorso “Calentano”

 organizzato dall'Accademia Federico II di Svevia di Co-

rato (Bari)(1999) ed è pubblicato in e-book dalle ed.Simonelli

(vedi Dialettando.com)

Anche dalla suddetta Accademia è stata nominata” Membro Honoris causa” per ”meriti acquisiti nel campo letterario e del pensiero a servizio della cultura e dell'umanità.”

 

3) “La 'oce de nonna ovvero Donne purtannare”  Scene di vita delle antiche donne di Porto Recanati (dialetto)

 

4) “Magm'artis”(2004),     (Poemetto sull'arte)- Finalista al concorso Autori per l'Europa 2005.Ed IBISKOS (su 156   opere)

 

5)“Oltre orizzonti” poesie   (1995-2005) Una silloge dal titolo !Emozional'essenza" tratta da questo volume,si è classiificata FINALISTA al Premio di Poesa "Autori per l'Europa"2008 ediz IBISKOS

 

 

 

 

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         OPERE  INEDITE

 

. 1) “Novellina e la guerra”( autobiografico – per l'infanzia-:    episodi vissuti da bambina ,durante la seconda guerra mondiale)1989

2)“NERUDIANA”poesie d'amore  1995.                                                                                          6)   7)   “Feste e dispetti” dialetto 1993-2000

8)   “ANTICHE LUNE “2000

    9)  “FEDE E POESIA” soggetto religioso.1995

   10 )  “STELLE  DE  MARU “ Poesie in dialetto -2003

           1°class.Premio Dialettale “Quinto de Martella”2002/3

            Camerino  (mc)

 

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  E' inserita in molte antologie,alcune delle quali rappresentano il premio del concoso a cui aveva partecipato; è     

anche presente nel “Censimento di poeti e scrittori          contemporanei” ed.Ursini

 

 

        

 

                                                                                                    

Ha ricevuto primi premi e riconoscimenti  con poesie          singole,  con sillogi,sia in lingua italiana che in dialetto

portorecanatese;in questa lingua dialettale,i riconoscimenti più qualificati sono stati:

1° classificata nel Premio biennale nazionale di opere dialettali “QUINTO DE MARTELLA”,prima marchigiana a conseguirlo(anno 2003/4  III ediz.)svoltosi a Camerino (MC) con la silloge

 “STELLE DE MARU” con la  seguente MOTIVAZIONE:”La silloge “STELLE  DE  MARU”,in dialetto portorecanatese,rappresenta un momento del tutto felice di rinnovamento della letteratura dialettale ,alla quale vengono trasposti temi e forme della lirica alta con un esito che,lungi dall'apparire sperimentale,tradisce un intenso e consapevole lavoro poetico.

L'amore,cantato con una freschezza che suscita intensa partecipazione,resta focalizzato nei suoi aspetti di essenziale semplicità,sì da risultare opportunamente salvaguardato il difficile equilibrio fra la tematica alta e il mezzo espessivo del dialetto. La metrica,prevalentemente libera,ma che non rifugge da allusioni a forme isosillabiche,come là dove assume la movenza popolare della filastrocca,è fra i pregi più consistenti della  raccolta,in cui strutture ritmiche  talora anche complesse,

traducono del resto quelle “lonne” del “maru” con cui si apre la

prima poesia delineando il paesagio visivo e musicale dell'insieme”(Prof.Baldoncini Univ.di Macerata-Prof. Maggi

Univ.Macerata)

3

 

2°classificata al premio “Baldassarre degli Olimpi” di Sassoferrato (AN) per la sez.dialetto(2004)

 

 

3° classificata al Premio   nazionale “La poesia onesta”sez.dialetto   di Agugliano (AN) 2005)

unica vincitrice marchigiana.

 

 2° classificata al Premio Varano  2005  (poesia dialettale)

 3° classificata                                      “(narrativa)

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              NOTE CRITICHE

 

“Originalità d'ispirazione,limpidezza di linguaggio hanno una loro intrinseca coerenza,un loro spessore espressivo presente in ciascuna lirica ,vigoroso,ma soave nel fondo velato di malinconia.Con uguale efficacia sa esprimere uomini,ambienti,circostanze.”    Prof.Ave Maria Stella-Bari

4

“Immagini ,sensazioni,ricordi di stile essenziale,incisivo,che rivelano la scoperta di valori assoluti,tali da diffondere intorno verità e sentimenti umani”    Giornalista Mario Romagnoli

 

“Ricerca stilistica e penetrante scavo interiore ,levigatezza di    stile denso d'immagini che un'intensa musicalità rende spesso    pregnanti,suggestive.Ci appare una personalità vigile,partecipe   che ,su particolari vagheggiati,indugia,distillando gocce d'in-       

cantata poesia.”     Prof.Antonio Ramini-Iesi                                      

 

“Necessità ideologica di preghiera e di catarsi che si trasforma in un sicuro accento espressivo con dosate pause  metriche,             verso maturo e consapevole  che,immediatamente,si fa voce riconoscibile...”     Prof.Guido Garufi-Macerata

"

 

  

                *****=====*****=====*****

 

                              POESIE

 

Da “Così  per  caso “Ed. GEV.Venezia 1991                           

                                                                                                   

                                                                                                                                           

                                                                                                                                          

 

 

CANTA UOMO

 

 

Canta uomo

finché alito empie la voce:

dal cuore all'azzurro

elèva il tuo poema.

Canta  il pensiero

che supera l'immenso

prima che giunga

silenzio.

 

AZZURRO INVADE

 

 

Assorte spiagge

in assolato incanto

intreccio d'ali

nei leggeri voli                                                                           

si stemperano d'oro.                                                                                             

 

Azzurro invade

liberi pensieri:

svaniscono sogni

in desiderio

di solitarie marine.

 

NEL  SEGNO  DELLA  LUNA (compleanno)

 

S'apre il respiro

nel segno della luna.

M'avvolge il sole di luglio                                                       

e l'onda di vita

dei giovani anni

dischiude la meraviglia

del tempo.

Cascata d'acqua pura

brilla

ribolle

arde

irida.

Si ferma il respiro

nel sogno di un attimo

immortale.

 

 

DA  GRAPPOLI  CHIARI  DI  STELLE

 

Venisti

da grappoli chiari di stelle

dolcemente

in fiore di candida carne:

tra le braccia serro

secoli di bagliori.                                                                 

 

 

            

 

 

  

 

 

SU  LIDI  REMOTI

 

Effimere ore

effimere stagioni:

il tempo s'ingegna a tutto immolare                                           

e sullo smalto terracqueo

-riso labile di luce-

l'effimero sovrasta.

Ma ostinata la vita fiorisce

là dove poc'anzi moriva.

Il perituro è perenne

tra levità di cosmo

ed  ignea   vorace   energia.

Raccolgo primordiale memoria

l'avvinco all'estremo tramonto

sui lidi remoti del tempo

dove cascata d'infinito

tutto sommerge:

tra effimero ed eterno

ora sia

pace.

 

 

ORA   CHE  IL  TEMPO

 

Ora ho pietà di te

fragile uomo                                                                                  

ora che il tempo                                                                       

ha sfogliato libri di saggezza                                                     

ed emerge una coscienza                                                          

chiamata col mio nome

dalle coscienze

chiamate  umanità.

 

 

IL  GRIDO

 

Nel tormento di notti                                                                    

lunghe    insonni                                                                                                                            

cumuli d'ossa                                                                                                                                            

turbano la mente.

Non placa l'atroce visione

la dolce pietà che li avvolge.

Un grido erompe   possente

dal globo umano

e dentro sconvolge:

destano orrore

occhi sbarrati

a ricordare ancora.

Dalle orbite vuote

esalano pianti

dagli oscuri denti

urlano voci:

chiedono giustizia.

            Umanità d'Abramo

sempre in lotta

segui il destino

dell'umana storia:

l'implacabile Dio     

su te infierisce.                                                                        

Tu hai imparato

a rendere altrettanto.

               Uomo:belva di sempre.                                              

 

                                                                               

MARE

 

Su carene di scogli

e fondali di velluto

guizzi d'argento.

 

 

 

TRA  GIOIA  E  PIANTO

 

Forse un dolore atavico

mio amore

più dolce e triste

d'un triste madrigale

ci unisce  crudo e pur blando

ad un tempo.

E questo rito  antico

d'inseguire felicità

e costruire tenui reti di ragno

intrecciare  sognando

e passo e cuore

vagare errando tra la gioia e il pianto

ci vede ancora amici a far barriera

a questa cruda vita

che dissolve.

 

 

MONTE  CONERO

 

Gigante in sonno  sei

Conero monte.

né rosari di rocce                                                                 

né gabbiani                                                                                

né flutti dell'Adriatico di vento                                               

-perla al tramonto-                                                                        

ti destano:

increspatura

o immane onda sono

culla profonda.

 

Mediterranea gioia

ride

in oro di ginestra.

 

            =====*****=====*****=====

 

POESIE               

HAIKU da “ECCHEME CCHI”con traduzione dal dialetto.

Ed.Simonel  ( 1° class.Premio Calentano '99-Corato-BA)

 

O sole d'oru

de te me 'èstu tutta

ggiò la marina

 

O sole d'oro

di te io mi rivesto

sulla marina.

 

 

 

                   'Agu cantènnu:

                    ggiò le bbotte de maru

                    'oce de sole.

 

                    Vado cantando:

                     dove l'onda si frange

                     voce di sole.                                                                            

 

 

Nnànna le lonne

e 'anne  'anne  'anne

'èrsu la rena.

 

Cullano l'onde

e vanno   vanno   vanno

verso la sabbia.

 

 

 

                    Contu le ore:

                    sotta 'sta tora alta

                    i tocchi lenti.

 

                   Conto le ore:

                   sotto quest'alta torre

                   rintocchi lenti.

 

 

 

                     

 Baùschia de maru

 sparisci 'nte la rena                    

 nu' lassi un segnu.

                      

 Schiuma di mare

 sparisci  nella sabbia

 senza una traccia.

 

 

        

 

 

 

Da “OLTRE ORIZZONTI” edito parzialmente

 

 

 

OCCHI  DI  DONNA

Silenzio dipinto

il mio volto

-fantasma d'amore-                                                                 

e gli occhi

i miei occhi dispersi

di donna:

inesplorato accordo

in ansia accorata

dilaga.

Penombre di rossi smarriti

in albe opalescenti.

                     (Dedicata alla figura della poetessa Alda Merini)

 

 

LIBERE ALI

 

 

Mille volte il sogno calpestato

risorse più azzurro

su metamorfosi sofferte.

La sorpresa per coscienze cadute

e il baratro aperto sotto il piede

scavano rughe sui volti.

L'abbandono del campo

genera condanna:

ora-la maschera strappata

e nel vento disperse

bandiere di promesse-

scaleremo gradini di luce                                                       

in cerca sempre                                                                     

di libere

ali.                                                                                                                      

 

 

 

 

CERTEZZA

 

L'ormeggiato tuo cielo

sale  ancora

da fondali gremiti di mistero.

Nascono sogni:

so come ancorarmi

ove s'annidano radici d'amore.

 

           Tempo e stagioni s'avvolgano

            nel bianco vessillo di resa.

 

 

 

 

L'ECO  RITORNA

 

 

Odi   perpetuo

il ritornar del grillo

sui prati scapgliati

e l'innocenza  chiara della luna

vedi tra nubi  andare  inerme

nella quiete irreale della notte.

L'eco ritorna di tempi e di onde

di piogge lontane    ricorrenti

e pure noi  stanchi di anni

andare                                                                                       

  dove una parentesi conclude                                              

insieme  a   innumeri

ed altre si aprono  frementi

quando  odi  perpetuo

il ritornar del grillo

sui prati scapigliati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

           *****=====*****=====*****

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da  “NERUDIANA”  Poesie d'amore

 

 

 

 

 

 

 

.FRANTUMI

 

 

 

 

Alba d'agosto:l'amore morì.

Non andare   nube leggera

bolla  iridescente.Svanì nel nulla.

Cuore...frantumi di cristallo

frammenti     come lacrime.

 

 

 

 

 

 

 

TRASPARENZE

 

Guardami cuore scolpito:

cascata d'acqua in trasparenza di rocce.

Voglio leggerti

nell'orbita ignota

della vita e lune trovare

chiare                                                                                   

tra ricami tremuli                                                                      

di notti senza fine                                                                 

della tua anima

dischiusa.

 

 

 

 

 

 

SOGLIE  ANSIOSE

 

Sarai in me

mio amato

finché lo vorrai:

il tuo  amore vedrò salire

da colline lontane

e   come canto   giungere

alle soglie ansiose

delle mie radici.

 

E vedrò in te

ogni cosa che nasce:

la luna dal suo orizzonte

il sole sulla distesa marina

tronco e piante rampicanti protese

verso richiami lunghi

di millenni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MI  RAPISTI  AGLI  ULIVI

 

 

 

 

Fontana di freschezza

e di rose pungenti

fontana di giorni d'oro

e distesi riposi.

Mi rapisti agli olivi

e il tuo fiume d'acqua sorgiva

calmò la mia sete.

Mia fontana di forza

mia fontana d'amore:

oblio mi trascina

in foreste di luce

d'alberi nati dal sole

e forgiati dalla luna.

E tu-mia fontana-

sei nel tuo centro

e sempre le tue acque 

giungono alla mia sete

inesausta.

 

 

 

 

 

 

IMMAGINARTI CHIESA.

 

 

 

 

 

Voglio sfiorare

la tua arpa profonda

e immaginarti chiesa

cattedrale

ove si forgiano attimi

millenni.                                                                                  

 

Voglio ascoltare

vibranti armonie

e in archi di luce

diademi adagiare di gioia

e conchiglie d'acqua pura:

echi di stelle perdute

in dispersi firmamenti.

 

 

 

 

 

 

         FILI  D'ARGENTO

 

 

Solo di vita

s'era ricchi   allora.

E tu venivi a me

con le promesse

d'essere nuovi

all'alba.

Nuovi di voci  dentro

e d'illusioni.

Unico  apristi

la mia gioventù

soffristi con me

gli affanni fasciati

d'amore.

Folate di vento

tra le nubi e noi

pensosi di futuro:

pietra su pietra                                                                     

 

edificammo                                                                                                                                

Amore.

 

Bacio ogni filo

dei tuoi capelli

d'argento.

 

 

 

 

 

 

 

          MAI  SAPREMO

 

 

 

 

I nostri giorni

furono segnati

nel segreto del cielo.

E così  quando il mare

col suo richiamo   lungo

                  di sirena

dilatò in un'eco

il grido d'amore

offrì con le sue mani

                   di onda

una culla per noi.

Mai sapremo

chi volle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

         

 

DA  “ FEDE  E  POESIA “

 

Poema della fede  (24  haiku)

 

 

 

 

Cerchi una voce

nel fondo del mistero:

ecco la fede.

 

Tienimi accanto:

tu   voce silenziosa

plachi l'angoscia.

 

Dolce disperde

la fede luminosa

vana tristezza.

 

Divina forza

nell'ora del dolore

tutto sostiene.                                                                       

                                                                                                                           

                                                                                              

 

 

VOCAZIONE

 

Il Tuo fuoco

tutto mi consuma

e nulla di me resta

a chi mi ama.

 

 

 

DA  OGNI  COSA

 

 

Ala di luce

guidi il mio vagare

assenti con un soffio

al desiderio  inesausto

d'Amore.

Da ogni cosa

Tu esali.

 

 

 

E'  IMPOSSIBILE NEGARE

 

 

Non so se nel tuo cielo

Dio del pensiero

bellezza è solo parola

ma nell'effimero vivente

un niente  bellezza diviene:

la natura deifica la rosa                                                      

nel fulgido suo divenire.                                                         

Materia e assoluto informano                                                 

al divino:è impossibile negare

                che Tu esista.                                                              

 

                                                                                                  21   

 

 

 

        =====*****=====*****=====

 

 

 

Da  “ANTICHE LUNE”

 

 

TREMO

 

 

Per quella siepe

-barriera alle coscienze-

tremo

se occhi nuovi

pensieri non scrutano

umani

e baratri perseguono

di atavici abomìni

in ere nuove.

 

 

 

VERITA'

 

 

Verità

specchio di luce                                                                        

culmine di ricerca:                                                                  

per te  generose vite schiantate

quercie rigogliose

abbattute nel sole.

Verità-dio nella mente-                                                              

scopo di vita.

 

Verità

poliedrico cristallo

splendi raggi abbaglianti:

accecate pupille

vedono buio avvolte di luce.                                                 

 

Cammino cieco

strade di sangue

voci come fruste

morti nel sole.

 

 

 

ILLUSORIO

 

Quotidiano:

danza di sogni

per il giorno che declina

e tu

-marionetta alienata-

t'adagi nel riposo insonne

occhi sbarrati a meditare

sul senso della vita.

Simulati giorni

simulati anni:

illusorio esistere.

 

                 =====******=====*****=====

 

 

DA  "FILASTROCCHE DELL'ARCOBALENO"  Poesie e filastrocche per l'infanzia.

 ***************************

 

Filastrocche filastrocche                                                                                  

sono favole

un po' sciocche,

sono voci

da piccini

che rincorrono

gattini

con parole

tanto belle:

fanno rima

con le stelle.

 

 

 

IL  CAVALLINO

 

Un cavallino

cuore piccino,

nari frementi

sogni fuggenti,

corre veloce                                                                         

verso una voce,                                                                  

voce che chiama,                                                                    

voce che ama:

sogna un bambino

cuore piccino

con sogni pazzi                                                                       

di cavallino.

 

 

Poesia vincitrice del 1° premio per la sez.Filastrocche, al Premio Letterario "La Cometa "2003-Mestre   

 

 

           

 

 

MICETTI

 

 

Filastrocca                                                                                   

stroccuzza  stroccuzza

nel mio paese

c'è una viuzza

che vede gatti

passeggiare

e tutta la notte

miagolare.

 

Ormai sono nati

tanti micetti

in quei vicoli

stretti stretti:

se tu li vedi

lasciali stare:

per sette vite

devono campare!

 

                     =====*****=====*****=====

 

 

 

 

 

Da  “MAGM'ARTIS”   (Poemetto sull'Arte :musica ,pittura ,poesia ,scultura, danza.)

 

 

“...................o verde     giallo     blu

celeste   rosa

di natura frementi richiami

la coscienza barlumi

                raccoglie

sospinge mani

in cerca d'altre mani

e..... a ponti di tempo

approdati

a terzo    indeciso millennio

eterno compendio

divino stupore

di rocce scolpite parlate

di supplici oranti...

 

e magma

riesuma pensiero

tra cieli e abiss'infiniti

coscienza sopita a creare

e sogni plasmare

             con Lui

 

 

o dolci madonne

o cristi

da cieli dorati guardare

e lotte     e duell'infiniti

e sempre rosso sangue

seminare

o santo francesco addolcire                                               

su chiare pareti navigare                                                      

in miracoli giotto raccolto...

e sorriso

sovrasta illusioni

nel sogno intese di vita

con labbra e mani                                                                    

 

leonardo eternare

ed in aurearmonia         naufragare.....

 

                                (Poemetto sull'Arte di oltre 400 versi)

classificatosi finalista 3°ex aequo al concorso internazionaledi poesia “Autori per l'Europa” (su 156 parecipanti) bandito da Ed. IBISKOS 2005.

 

 

 

 

 

 

 

Da    “STELLE  DE  MARU” Dialetto( 1° classif.alla terza

         ediz.del premio dialettale di Camerino “QUINTO  DE

          MARTELLA”

 

'ENTU

 

Chiara la lonna

bauschia

che se strugge

sopre la rena

grigia

sassi lustri

còncule sgòdie

pìne solu

de 'èntu

che se smattisce sempre

sopr'él  maru.

 

 

 

Vento.-Onda chiara/ schiuma/che dissolve/sulla sabbia/grigia/

             sassi lucenti/conchiglie vuote/colme soltanto/di vento/ 

che impazzisce sempre/sopra il mare.

 

 

ALBERU ROSA

 

 

Alberu rosa

édè l'amore tua,

scorza selecata

rami reolti

al célu.

Alberu rosa

'spetti fiori nòi

daggià nnannàti

'nte i segreti

del còre.

 

Alberu rosa

cuntentu r'fiurirai

de matina in matina

cume la née

chiara.

 

 

 

Albero rosa.-Albero rosa /è il tuo amore/tronco delicato/rami volti/al cielo./Albero  rosa/aspetti fiori nuovi/già cullati/nei segreti /del cuore./Albero rosa/contento rifiorirai/ di alba in alba/come la neve/chiara.

 

 

 

 

 

 

RECHIAMI

 

 

 

Rechiàmu edè 'ndu  'rluce

quessa lonna

quannu se spanne tutta

sott'el sole

e po' sparisce  lesta

'ntra la rena

cume 'stu tempu cortu

che te gola.

 

Rechiàmu edè  'èntu frescu

che 'a zuffiennu

cume 'na 'oce strana

che te chiama

quannu se 'rlèa la luna

'nte la notte

cume ànema che 'nvoca

'na resposta.

 

Rechiamu edè recordu

tantu antigu

quannu 'ntra stridi longhi

de cucali

l'amore se fa vivu

sopr'el maru

cum'un regalu bellu

che cunzola.

 

 

 

 

RICHIAMI-Richiamo è dove brilla/ quest'onda / quando si spande tutta / sotto il sole/ poi sparisce  veloce / tra la sabbia /come questo breve tempo / che vola via.--Richiamo è vento fresco / che va alitando / come una voce strana / che ti chiama /

 quando sale la luna /nella notte /come anima che vuole / una risposta./--Richiamo è ricordo / tanto antico / quando tra stridi lunghi / di gabbiani / l'amore nasce / sul mare / come  dono bello / che consola.

 

 

 

 

 

                                            FINE

 

                            NOVELLA TORREGIANI

                                 aggiornato al 2010

 

Seguiranno le ultime composizioni 2005-2010

 

                                 

  SEGUONO POESIE A TEMA SOCIALE CHE SEMPRE HANNO CARATTERIZZATO I MIEI SCRITTI DAL 1986 AL 2010 DAI QUALI SI PUO' NOTARE ANCHE L'EVOLVERSI DEL LINGUAGGIO POETICO.

 

 

 

 

 

 

 

NOVELLA TORREGIANI

 

CANTA UOMO   canto per la mia generazione

 

 

 

         Canta uomo

         finché alito empie la voce:

         dal cuore all'azzurro

         elèva il tuo poema.

         Canta il pensiero che supera l'immenso

         prima che giunga

         silenzio.

 

 

 

PER CHERNOBYL

 

 

E' ancora maggio:1° maggio 1986

Ancora ogni fiore è vivo

nel sole già cocente

ancora ogni vivente

ogni più infima bestiola

apre gli occhi alla vita

alle sue meraviglie

ancora ogni umano essere

esulta ed ogni sua fibra   gioisce:

ancora   dopo millenni   è maggio

 

Ancora è maggio nel cuore dell'uomo

per consapevolezza di libertà conquistate

per gioia vittoriosa di laborioso divenire

nel trionfo di cortei

rosso di bandiere

papaveri vermigli vivi nel vento

simboli di lotte eroiche

per i figli condotte e per se stessi

per vivere in dignità d'uomini.

 

Primo maggio 1986

Cosa c'è oggi in quest'aria limpida

in questo brillante verde

su questi fiori                                    

 

 

sulla testa dei bimbi?                          

Cosa c'è oggi che pur se l'aria è chiara

e il sole invade ogni più recondito anfratto

pur se ignari fiori si aprono

e capretti da poco nati saltano innocenti

e pulcini e gialle oche e minuscoli gatti

e madri allattanti stanche amorosamente

e bimbi addormentati all'aperto gioiscono vivi

pure qualcosa     incombe tremendo su tutto:

minuscole morti atomiche   filtrano

e con raggi solari accompagnate

subdole   ricoprono ogni cosa

             invisibilmente.

Quanto remoto sembrava l'evento   orribile.

Ora è compiuto:la natura violata

su chi oltraggio compì e sui figli

si riversa   nemica.

L'innocente creatura e la rea

insieme soccomberanno.

 

Il palmo delle mani raccoglie

oceano di lacrime.

 

( 1986 )

         CHERNOBYL ( II VERSIONE)

 

 

 

         Primo maggio

         millenovecentottantasei.

         Rosse bandiere

         -papaveri vermigli

         vivi nel vento-

         ondeggiano

         pregne d'atomiche morti

         irridono chi lotte condusse

         per vivere

         in dignità d'uomini:

         realtà

         duro   trasparente cristallo.          

 

 

 

           ROSSO   TRAMONTO

 

 

 

           Rossa alba d'oriente

           rosse bandiere

           rosse speranze.

           Una sola voce:

           Madre Cina.

           Rosso deflagrare:

           orrore     silenzio.

           Rossi brandelli

           rosso sangue

           rossa gioventù

          rossa chimera.

                     Il passato cieco impera.

           Piazza Tienanmen

           rosso sepolcro.

                     Rosso tramonto.

 

 

 

 

      

 

MADRE CINA                                    

 

Madre Cina

volto di carro armato

oserai annullare

         tuo figlio?

Madre Cina

non fingere di passare

       sul mio corpo!

No,madre Cina

non lo farai:

sono come roccia

  

.....Come sei grande

madre Cina

come pesa il tuo enorme

         corpo di ferro!

 

 

GRAZIE   MADRE CINA:

sono lieve piuma ORA

sono nel mondo dove i giovani

non hanno paura di andare

dove si può conquistare

la cometa LIBERTA':

ciò che tu     madre

non hai voluto darmi

se non con la   MORTE-     (1989)    

 

                                                      

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DEI DEL DUEMILA

 

 

 

Splende

smeraldo

la gemma dello stadio.

Cornice d'uomini

vibra

urla

per osannati eroi.

Boato

-simbolo d'anime-

sconvolge il cielo

nel profondo.

Si tinge di rosso

la gemma:

olocausto

a dei del Duemila.

 

 

IL GRIDO

 

         Nel tormento i notti

         lunghe insonni

         cumuli d'ossa

         turbano la mente:

         non placa l'atroce visione

         la dolce pietà che li avvolge.

         Un grido erompe   possente

         dal globo umano

         che dentro sconvolge:

         destano orrore

         occhi sbarrati

         a ricordare ancora.

         Dalle orbite vuote

         esalano pianti

         dagli oscuri denti

         urlano voci:

         chiedono giustizia.

                         Umanità d'Abramo

         sempre in lotta

         segui il destino

         dell'umana storia:

         l'implacabile Dio

         su te infierisce.

         Tu hai imparato

           a rendere altrettanto

                  Uomo:belva di sempre

                      

 

         SULL'ESILE PUNTA

 

 

 

         Rose cadenti all'alba

         nel pozzo di nero velluto

         perdono petali.

         Pioggia di neve

         nel baratro si perde

         occhi di ghiaccio

         guardano fissi

         scolpiti sorrisi

         dileguano nel vuoto

         -scie vaganti nel nulla.-

         Un raggio

         lacrima di sole

         si riflette   rosso

         sull'esile punta di un ago.

 

 

 

10

                         SOGNI

 

Ho sognato un sogno bianco:

ecco,la pena mia svanisce...

ma poi veloce ritorna

che il bianco sogno

perde il suo colore.

 

Ho sognato un sogno rosa:

tu gioia porterai all'anima

anelante chiari desideri.

O sogno rosa

non ti sfaldare

in briciole di grigio:

tristi briciole

seppellite il mio sogno.

 

Sogno rosso

ecco tu arrivi:

tu,lo sento,

ravvivi la speranza

dai senso alla mia vita...

O sogno vermiglio

ti prego non svanire.

 

Triste destino: anche tu

come gli altri svanito...

O sogno del desiderio

che colore avrai ancora...

 

Vuole sogni il mio cuore

lungo l'arco del mistero:

quanto tempo                                  

dovrò sognare ancora...                

 

Una scintilla di voi

serro tra le mani.

E ancora scintille

piccole scintille

rapirò all'ignoto:

-tenui speranze-

per un mondo

di uomini

nuovi.

 

 

                                 (1998)

 

 

         AMAZZONIA                                        

    

Scendono madri

con i figli in braccio

incontro al fiume

purificatore

nella verde penombra

amazzonica.

Sorridono

ridono

saltano i bambini.

Vergini fanciulle

s'allenano

ad essere madri

guidando gl'infanti

sorvegliando i neonati.

 

                     Uomini come statue

                     lanciano esperti

                     frecce micidiali

                     negli spazi d'azzurro

                     ringraziando la vittima

                     -alimento di vita-.

                     Parti di un tutto

                     mirabile amalgama

                     d'un incorrotto

                     mondo primitivo.

Amazzonia

paradiso cancellato

dal progresso

del duemila.           (1988)

 

 

 

 

MARTIRI DEL LAVORO

 

 

 

Sono morto per te

figlio mio

che ogni giorno

apri gli occhi alla vita

e vuoi crescere accanto a

tuo padre.

Sono morto per te

sposa mia

che in amore

hai scaldato i miei giorni

e gioivi vedendomi bello

dignitoso in abito nuovo.

Sono morto per voi genitori

a me ogni ora presenti

conoscendo quotidiana

fatica

e riscatto di vita.

 

Sono morto per voi

miei datori di vita e di

morte

perché i vostri profitti

non abbiano fine

perché le dorate dimore

accolgano i vostri banchetti

perché i vostri lunghi soggiorni

alle isole d'oro

sian per voi paradiso

pagato da me

con lacrime e sangue.

 

 

 

 

 

                      

 

 

 

DILEMMA  

 

Bianco quaderno

           perno di penna

impennata a idea

ideata     serena

rena di mare.

Navigare su bianco foglio     violato

             vergato

in bella scrittura

con senso-dissenso

e pioggia di lettere

               mute

cadute per caso

da punta di biro

   guidata

da mente impazzita

di vita

segreta / moneta

ancorché rifiutata/

amata dal segno

impegno ingegno

di chiara memoria

       di storia

ormai navigata   : ABIURATA.

Di gruppi sociali

perversi     avversi:

ma siamo diversi?

Ma siamo fratelli

     oppure orpelli

da governare     sfruttare

         buttare?

Dilemma insoluto     evoluto

       involuto     VOLUTO

 

 

 

 

TREMO

 

 

Per quella siepe

-barriera alle coscienze-

tremo

se occhi nuovi

pensieri non scrutano

umani

e baratri perseguono

di atavici abomìnii

in ere nuove

  

 

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