OMAGGIO A GIACOMO LEOPARDI

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  INTERESSANTE SITO RICCO SI LETTERAURA LEOPARDIANA

 

http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/leopar2.htm

Il Poeta di RECANATI

GIACOMO LEOPARDI

MANOSCRITTO  L'INFINITO MANOSCRITTO L'INFINITO

Ecco la vita del POETA  interpretata, tramite la pittura, dal bravissimo artista residente a Porto Recanati  FRANCESCO FATATIS

                                L'INFINITO

L'Ombra intensa del Poeta si affaccia dalle mura del Colle ,scende la scalinata per infilarsi nel viottolo che conduce alla siepe ed abbandonarsi al suo mondo fantasioso e profondo.:su tutto,veglia la clessidra.

Il FIORE DELLA POESIA offertoci dal POETA

  Ritratto del Leopardi,  nell'interpretazione del Pittore

FRANCESCO FATATIS  di Porto Recanati

QUESTO RITRATTO MI COMMUOVE...

Il pittore Francesc Fatatis, più che l'aspetto fisico, ha voluto mostrare l'immagine interiore di Giacomo,la sua dolcezza,la sua purezza d' animo, la sua immensa umanità.

QUI DI SEGUITO,

                                  REGISTRERO'

 POESIE, DETT I E CONSIDERAZIONI TRATTI  DALLE SUE

                                      OPERE

CONCORSO LETTERARIO " SEMPRE CARO 2 " INTERNET - 2° ediz 2012

                  §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

 

CONCORSO LETTERARIO " SEMPRE CARO 2 " INTERNET -

                                       2° ediz 2012

 POESIE IN OMAGGIO  A GIACOMO LEOPARDI , VIA INTERNET,PER IL 21 MARZO2012, GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA, ,A RECANATI.

                                  7 FEBBRAIO 2012.

 

1) GIUSEPPE PILUMELI

 

Chi ti dannò a non sedere più sull'ermo colle?
Nel natio borgo tutto di te echeggia. Il patrio
ostello, onde Silvia ascoltavi, la torre, di Nerina
la casa, le scalinate, la statua nella piazza.
Tutto parla di te.
Sei sempre rimasto qua, Giacomo.
Qua l'inquieto spirto vive per sempre.

 

 

2) DANIELA GREGORINI

 

NEI BICCHERI, LE LUCCIOLE

 

Salgo, dopo tanto, la costa polverosa,

biancore dell’aria di nuovo maggio,

come nelle ore remote della mia prima stagione.

... Ma il fiato, fedifrago, abbandona il mio entusiasmo

e la fatica degli anni mi invita a una sosta,

mi nega la cima del poggio

della mia lontana infanzia.

Allora, madida di salita e di ricordi,

mi fermo a ripensare lieve alle corse

fragranti di risate di bambini, io fra loro,

sciamanti su per questa ripida strada,

ignari di stanchezze e malinconie.

 

E il respiro mancava ai nostri esili petti,

non già per l’affanno, ma per l’ emozione

di toccare il cielo in vetta al verde.

Conquista d’ infinito la geometria dei clivi

sbalzati di smeraldo che accompagnava il sole

verso il riposo fra lenzuola rosate

di cirri piumosi e l’eternità del mare

già dormiente che piano bruniva

fino all’orizzonte flouato.

Garrire di rondini basse ci festeggiava,

sfrecciando nella pacata brezza crepuscolare

sopra le nostre teste nascoste fra l’odore

ruvido del grano e la misteriosa penombra amaranto

prima che il buio ammantasse il mondo.

In attesa, complici intorpiditi dall’effluvio di robinie,

stavamo pronti a mietere l’accendersi delle lucciole

per riempirne i bicchieri e rubare scampoli

di perpetuità al cosmo. Nelle lanterne chiuse

fra le mani ossute e sporche di terra pulita contavamo

i lumini per vincere di più e nel canneto, ad una ad una,

andavamo a donarle alla luna. Vanitosa,

la sorprendevano a specchiarsi nel lago,

civetta, come la sua notturna compagna pollaiata

sul salice che ci rimproverava con gridi funesti.

A lei, a Selene, consacrate le lucciole

e i bicchieri scuriti, mantenuti

fino alla fine della buona stagione.

 

Ora, ritorno all’eterno incanto

senza più il fiato della gioventù,

ma nello scrigno dei ricordi,

laggiù, nelle segrete del cuore,

pulsano nei bicchieri le lucciole, ancora.

 

 

 

 3) IDA ANGELICI Prodigio immortale

Dal varco tuo acerbo di giovane amante
Persistono sogni tra edere e nubi
Tra i raggi di un sole di luce diamante
... E sangue che scorre in giovani tubi

Tubi incrostati da dense passioni
Ristagnano ancora da tempo vitale
Cambia la vista, gli accenti e i colori
Ma Silvia tua bella rimane immortale

Dal colle pensieri, ogn’or come allora
Bramano incerti una fuga copiosa
Si librano alti, scuotendo ancora
Limpidi versi in rima o in prosa

Di te questa terra conserva l’odore
E il canto leggero che strugge pungente
Di un uomo in simbiosi col proprio dolore
Di un raro prodigio tra umile gente.

 

 

4) GERTI KURT

 

Musica

 

La Musica regala parole

che ognuno comprende,

una lingua che unisce i popoli.

Chi tesse un nastro di note da nord a sud

ha acceso il suono armonioso della vita.

 

Musica è la strada

verso un altro paese.

... Un ponte verso l´opposto.

Porge la mano in amicizia

a persone sconosciute.

Le loro canzoni si congiungono.

 

Musica è una bastione

Senza confini,

e che resiste a ogni guerra.

Musica indica la via

Verso un mondo migliore.

Per questo ció che vi ispira il vostro cuore.

 

 

 

5)LETIZIA VITALE

 

L’Assoluto sei tu.

E’ certezza quest’inquietudine
d’un altro giorno senza te
una storia di carta in cui
... l’anima è soglia del tempio
che per te si fa preghiera,
cuore “vivo” d’un canto
che esce dal coro
e ti viene a cercare.

Amore senza misura
gioia orizzontale opposta ed uguale
passione mai invadente
a nutrire sogni d’un prigioniero
della paura d’amare.

Oggi…
un altro giorno senza te
da zero ad infinito nei pensieri
l’assoluto sei tu.

 

 

6) GENNARO FIORILLO

 

Tempo senza età

Volerò oltre le barriere,
oltre l’orizzonte,
cercherò mendicando nel mio cuore
... la strada da percorrere
senza fermarmi.
Con la forza di un sogno
Sposterò sempre in avanti il mio domani
Mentre leggero come una foglia,
ma forte come una tempesta
vagherò per i confini della vita
correndo contro il tempo
che consuma questa mia età.

 

 

 

 

7) ELZIDE GIOVAGNETTI

 

 

ORA CHE TI SENTO (a Giacomo Leopardi)

 

Era altro tempo a scuola,

erano solo inchiostro

sulle pagine del libro

... parole su parole

vuote di te

che entravano a fatica

nell' orecchio assente.

Ora che vibrano

come musica

mi tocca il dolore

e ti vedo tra le siepi

a disegnare la tua terra

con infinite emozioni,

mi par sentire

il pensiero, volo leggero

ad alleviare

immenso tuo tormento.

Come eco il battito

del cuore innamorato

giunge ad asciugar

ora anche il mio pianto

e cammino sotto la tua luna

che pur m' illumina il pensiero.

 

 

 

 

8) RODOLFO VETTORELLO

 

A RECANATI

Tra un marciapiede e l'altro in mezzo un fiume
... d'asfalto che si fonde e in un parcheggio
l'auto si scioglie come cera al sole.
Dal muraglione incombe Recanati.
Mi aggirerò per strade e per sentieri
ad inseguire le mie fantasie.
La donzelletta, il passero, la torre
e le stelle dell'Orsa vagabonde
e il suo mantello a ruota per le vie.
Ma la poesia non abita il villaggio,
le stanze silenziose dei palazzi,
il colle solitario e le campagne.
Vive soltanto dentro le parole,
dentro di me che le ricordo a mente.
Lassù nient'altro resta,
come svuotato guscio di crisalide,
che un pallido fantasma alla finestra.

 

 

 9) SANDRA GASPERONI

 

A GIACOMO LEOPARDI

 

Chiuso dentro ad un silenzio,
perso ne ll'osservare le stelle
dentro al bianco marmo della sua casa
un uomo canta la sua solitudine,
per lui
... per quel suo sguardo profondo
un tramonto si apre all'incanto della sera
un sospiro vive e libra leggero
lì dalla finestra
mentre i suoi occhi si posano verso le colline sinuose di Recanati;

di un istante che si dirada velocemente
c'è l'incontro con l'incanto:
l'incanto
è qui
l'incanto è dentro la sua eterna poesia...

 

 

 

 

 

 

UN RAGAZZO ENTUSIASTA DI GIACOMO LEOPARDI INVIA e se t'interessa vai su face book al suo nome

 
ANDREA CARINCI- 04 ottobre alle ore 23.03
«Poco propriamente si dice che la noia è mal comune . Comune è l'essere disoccupato, o sfaccendato, per dir meglio; non annoiato. La noia non è se non di quelli in cui lo spirito è qualche cosa. Più può lo spirito in alcuno, più la noia è frequente, penosa e terribile. la massima parte degli uomini trova bastante occupazione in che che sia, e bastante diletto in qualunque occupazione insulsa; e quando è del tutto disoccupata, non prova perciò gran pena. Di qui nasce che gli uomini di sentimento sono sì poco intesi circa la noia, e fanno il volgo talvolta maravigliare talvolta ridere, quando parlano della medesima e se ne dolgono con quella gravità di parole, che si usa in proposito dei mali maggiori e più inevitabili della vita.»
(LXVII Zibaldone)

COMMENTO

 Mi sembrava interessante e di aiuto a me, riprendere una attività anche non troppo impegnativa in questo spazio che ci è concesso per dialogare riguardo alla poesia di Leopardi e perchè no, riguardo alla nostra Vita!

Come Il Poeta spiega in questo brano "[…]La noia non è se non di quelli in cui lo spirito è qualche cosa[…]" quindi con questo ritorno nelle realtà che più tempo occupano all'interno delle nostre giornate mi stava a cuore invitarmi e invitarvi a non essere come "[…]la massima parte degli uomini[…]" che "[…]trova bastante occupazione in che che sia, e bastante diletto in qualunque occupazione insulsa;[…]" e di essere -uomini di sentimento-. Viviamo profondamente le nostre giornate senza accntentarci mai del minimo in ogni cosa che facciamo!

Grazie dell'attenzione,
Andrea.

 

GRAZIE A TE, ANREA! PORTA ANCORA ILTUO CONTRIBUTO!!!

RICEVIAMO ANCORA DA ANDREA e ringraziamo

 

Leggevo questo Articolo di D'Avenia e mi impressionava la Profondità e la Verità delle sue parole pregne evidentemente di un esperienza di vita inerente a tale visione della Noia!

E anche l' Attualità, grazie alla Profondità e la Verità, delle parole dell' esperienza leopardiana!

- «Poco propriamente si dice che la noia è mal comune . Comune è l'essere disoccupato, o sfaccendato, per dir meglio; non annoiato. La noia non è se non di quelli in cui lo spirito è qualche cosa. Più può lo spirito in alcuno, più la noia è frequente, penosa e terribile. la massima parte degli uomini trova bastante occupazione in che che sia, e bastante diletto in qualunque occupazione insulsa; e quando è del tutto disoccupata, non prova perciò gran pena. Di qui nasce che gli uomini di sentimento sono sì poco intesi circa la noia, e fanno il volgo talvolta maravigliare talvolta ridere, quando parlano della medesima e se ne dolgono con quella gravità di parole, che si usa in proposito dei mali maggiori e più inevitabili della vita.»

[ Leopardi - Pensieri, LXVII Zibaldon

 

La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani . (......) Il non poter essere soddisfatto da alcuna cosa terrena , né, per dir così dalla terra intera, considerare l'ampiezza inestimabile dello spazio, il numero e la mole meravigliosa dei mondi, e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell'animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l'universo infinito, e sentire che l'animo ed il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose d'insufficienza e di nullità, e patire mancamento e voto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e nobiltà, che si veggia nella natura umana. perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun momento e pochissimo o nulla agli altri animali. »

[Leopardi - Pensieri, LXVIII Zibaldone]



Non aver paura della noia, ricercare in ogni cosa la Meraviglia, Stupirsi di fronte alle cose, cercare la Novità!
Bisogna cercare di non dare per scontato nulla: da un affetto che sembra ovvio, a una situazione che sembra routine.

È proprio necessario (per me in primis!) che l' abitudine non sia sinonimo di qualcosa di scontato, ma sia sempre più vicina a quello che è il suo significato primo! Abitudine come qualcosa che aderisce al nostro desiderio di Vivere all'altezza di ciò che siamo e noi siamo fatti per l'infinito «[…]e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell'animo proprio;[…]».

Leopardi diceva che l'uomo moderno (del suo tempo) doveva guardare all'antico e rifarsi ai bambini.
Nel primo caso non per un insoddisfazione, che era comunque presente, rispetto al suo tempo, ma per il fatto che gli antichi avevano questa straordinario stupore rispetto ad ogni circostanza ad ogni oggetto della reatà!
E poi quanto è vero e riscontrabile ora lo stupore dei bambini sempre continuo, sempre vivo, sempre nuovo per ogni cosa, per la stessa cosa ogni volta!

Viviamo all'altezza del nostro Desiderio di Infinito e siamo consapevoli che la Noia è la spia luminosa che ci ricorda tale Desiderio!

Buona domenica,
Andrea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RICEVIAMO ANCORA DA ANDREA

*************************************************TESTO POETICO PER CONSENTIRE MUSICA

  SI  COMUNICA...

Per conoscere meglio questa poetessa , andare  alla voce   POETI- Questo inserto è stato qui apposto perchè consente di avere musica di sottofondo.

 

 

 

La mia " carriere ufficiale " di poetessa è iniziata esattamente nel 1985.
Con mia grandRadio Sound" di Recanati.
Con quella telefonata, mi si invitava a partecipare al loro concorso radiofonico di poesia "
Dal Profondo del Cuore ".
Mio marito, a mia insaputa, aveva spedito alcune mie poesie, che evidentemente erano state apprezzate.
Fu una trasmissione di grande successo, a livello locale; quattro anni di programmazioni, durante le quali anche le mie composizioni ricevettero consensi.
Durante tutto il ciclo di trasmissioni, guadagnai medaglie per particolari segnalazioni.

Alla fine mi aggiudicai il " Trofeo Radio Sound 1989 ".

La poetessa Francesca Bartozzi Prestanoe sorpresa ricevetti una telefonata dall'allora "

 

 

 

 

Per qualche anno cessai ogni partecipazione ad altri concorsi.
Nel 1995 aderii come socio fondatore all'
Associazione culturale " Le Muse " di Loreto.
La succitata associazione non comprendeva solo Poesia ma anche Pittura e Scultura.
Qualche anno dopo m'iscrissi all'
Associazione culturale " Il Colle dell'Infinito " con sede a Recanati.
Partecipando a spettacoli in diversi locali e teatri delle Marche, aderii a concorsi di poesie con esiti positivi:

- 2003 - Trofeo Rodolfo Gentili - Porto Recanati: Prima Classificata

- 2003 - Concorso Pro Loco di Piediripa (Mc): Prima Classificata

- 2003 - Premio Internazionale di Poesia - Porto Recanati: Quarta Classificata

- 2004 - Concorso Internazionale Città di Bitetto (Ba): Menzione speciale

 

 

 

ROSE DAL PASSATO

Il tempo che passa
non mi porta più rose…
Ne avevo tante e tante,
quasi traboccavano dalle mie braccia,
disegnando un tappeto lieve,
tanto lieve da farmi volare…
C'era un cielo su di me,
un cielo senza fine
sempre azzurro e sereno…
aspettavo con ansia la notte
perché rapisse i miei sogni
per portarli da te…
Ora sento la voce del silenzio,
ma non ha più parole…
La luna si nasconde tra le nubi
perché non vuole ascoltare
mentre io parlo col buio,
ricordando il tuo sguardo
assente e remoto,
in fondo al quale
sta annegando l'amore…

Attualmente faccio parte anche dell' Associazione " Coro a più Voci " di Porto Recanati.
Quando leggo le mie poesie in pubblico so di trasmettere delle emozioni e ciò mi gratifica.

MISERICORDIA

Misericordia!
Per te, che ferma davanti all'abisso
protendi le mani all'ignoto
che sale,
schiumando di rabbia repressa
per cingerti al collo,
violarti, chiamarti,
con voce piena d'orrore,
ma intensa di fascino strano
che viene dalle ombre remote
del nulla…
Misericordia!
Per te, che inchiodata dal soffio del male
che rugge dentro il tuo petto,
ti scuoti,
cercando con mani tremanti
qualcosa che parli di vita,
che schiuda un barlume di luce,
di cielo…
Volevi tuffarti nel buio,
nel nulla,
in un abbandono sereno
di pace distesa,
cullata dal rombo dei venti…
Volevi trovare l'oblio
che annega i ricordi…
Ma è tardi, qualcuno ti chiama!
E tu ritraesti le mani deluse,
piangendo…



Attualmente faccio parte anche dell' Associazione " Coro a più Voci " di Porto Recanati.
Quando leggo le mie poesie in pubblico so di trasmettere delle emozioni e ciò mi gratifica.

MISERICORDIA

Misericordia!
Per te, che ferma davanti all'abisso
protendi le mani all'ignoto
che sale,
schiumando di rabbia repressa
per cingerti al collo,
violarti, chiamarti,
con voce piena d'orrore,
ma intensa di fascino strano
che viene dalle ombre remote
del nulla…
Misericordia!
Per te, che inchiodata dal soffio del male
che rugge dentro il tuo petto,
ti scuoti,
cercando con mani tremanti
qualcosa che parli di vita,
che schiuda un barlume di luce,
di cielo…
Volevi tuffarti nel buio,
nel nulla,
in un abbandono sereno
di pace distesa,
cullata dal rombo dei venti…
Volevi trovare l'oblio
che annega i ricordi…
Ma è tardi, qualcuno ti chiama!
E tu ritraesti le mani deluse,
piangendo…